Dott. Gaetano Fortino
Responsabile amministrativo
Scuola di Estetica Nuova Era – Istituto di Alta Formazione Professionale di Bari

 

Il settore dell’estetica e del benessere attraversa ormai da molti anni una fase di costante crescita, che non si arresta nonostante siano ancora presenti nel Paese i segnali di una crisi economica strisciante. Gli italiani non smettono di curare il proprio aspetto e sono alla costante ricerca del proprio benessere psico-fisico a volte smarrito nello stress della vita quotidiana.

D’altra parte i numeri parlano chiaro, l’intero settore della cosmetica ha raggiunto nel 2018 un fatturato complessivo di 11 miliardi di Euro e l’attività dei centri estetici ha confermato il trend degli ultimi anni, con un fatturato in crescita del 2,5%, attestatosi a quota 240 milioni di Euro.

Il merito principale di questi risultati è certamente rappresentato dalla grande capacità di innovazione manifestata dagli operatori e dall’introduzione di nuovi servizi (il nail-art al primo posto) che, insieme a quelli tradizionalmente offerti (trattamenti epilatori, manicure e pedicure, massaggio, trattamenti viso e make-up), hanno incontrato l’interesse del vasto pubblico dei consumatori, che affollano i centri estetici. Infatti, se, in media, si va dall’estetista 6 volte all’anno, il 23% ci va più di una volta al mese e le ragazze dai 15 ai 44 anni sono le più assidue frequentatrici.

Nella scelta del proprio centro di estetica, i clienti ricercano soprattutto la qualità del servizio, che è infatti al primo posto nella classifica dei requisiti richiesti (79%). Al secondo posto, troviamo la comodità degli orari e della location (43%) e al terzo il prezzo (37%).

Negli ultimi 20 anni il numero dei centri estetici è aumentato del 72% e sono 49.000 gli addetti del settore. Nell’anno appena concluso, in Italia i centri di bellezza sono 19.700 e le cabine per l’estetica sono presenti in 6.680 negozi per parrucchieri. Inoltre, i servizi estetici sono presenti anche in 2.834 hotel, in 1.750 farmacie, in 1.745 profumerie e in 3.800 palestre (fonte Censimento di Micro Marketing Analysis System e dell’Istituto Tiepoli di Milano).

Sono certamente dati questi che testimoniano in modo inequivocabile come questo comparto goda di ottima salute e mostri una grande solidità che incoraggia tutti coloro che stanno avviando i nuovi progetti di investimento nel settore.

Al fine di garantire i livelli più elevati di sicurezza per i clienti, la migliore tutela dei lavoratori e la riduzione dei rischi di concorrenza sleale tra le imprese operanti in un mercato divenuto trainante nell’economia nazionale, parallelamente alla crescita del settore nel tempo sono aumentati anche i controlli degli organi di vigilanza (Ispettorato del lavoro, ASL, Guardia di Finanza). Inoltre, non sono stati trascurati i controlli sull’uso di apparecchiature borderline con il campo medico, per i quali manca oggi una normativa organica del settore professionale, considerato che molti macchinari sono autorizzati solo per l’impiego in presenza di un responsabile medico che spesso manca nei centri di bellezza.

I controlli mirano principalmente a verificare il possesso degli attestati di qualificazione professionale da parte degli addetti, l’osservanza delle norme di legge in materia di sicurezza e igiene dei luoghi di lavoro, il rispetto delle norme fiscali e del lavoro previste dal nostro ordinamento giuridico e la conformità degli apparecchi per uso estetico in armonia con quanto previsto dal Decreto Interministeriale n. 206 del 15 ottobre 2015.

L’obiettivo dichiarato dagli organi di controllo è quello di scoraggiare le pratiche illecite della professione e far emergere il fatturato sommerso. Infatti, negli anni, sono aumentati i casi di esercizio abusivo della professione, di esercizio in assenza dei requisiti professionali, di violazioni delle regole in materia di igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro, di evasione contributiva e fiscale da parte delle imprese, rispetto ai quali si sta cercando di alzare un argine al fine di favorire soltanto i comportamenti virtuosi di quelle aziende che operano nel pieno rispetto delle leggi.

Le irregolarità riscontrate durante le attività di verifica sul territorio sono state molteplici e diversificate. Basta citare tra i tanti casi proposti dalla cronaca negli ultimi anni, la maxi-operazione svolta dai Carabinieri del comparto Nas che ha portato nei primi mesi del 2019 all’applicazione di provvedimenti di chiusura o sospensione dell’attività nei confronti di 52 centri di medicina estetica per gravi e palesi irregolarità igieniche e strutturali, spesso associate all’assenza autorizzativa e abilitativa dello studio oggetto di accertamento: queste le principali motivazioni che hanno portato i militari a chiudere le strutture.

Da una prima analisi dei dati risultanti dalle verifiche effettuate si può desumere che, nonostante nel mercato della cosmetica siano incrementati gli investimenti nell’innovazione scientifica e tecnologica e nell’introduzione di nuovi servizi, a molti operatori non appare d’altra parte sempre ben chiaro il recinto normativo all’interno del quale tale attività debba svolgersi, trovando in questo scudo in un sistema legislativo per alcuni aspetti datato e a volte complesso e ad un sistema informativo presente sul territorio non sempre pronto a supportare nel modo migliore gli addetti nella gestione delle proprie aziende.

Senza voler entrare nel dettaglio e negli aspetti tecnici della questione, che certamente andranno valutati sui casi concreti, in questa sede giova ad ogni modo sottolineare alcuni semplici, ma importanti regole da rispettare per operare nel settore dell’estetica e del benessere nel pieno rispetto delle norme vigenti. Attualmente, il settore è disciplinato dalla Legge n. 1 del 4 gennaio 1990, che ne regola l’esercizio, ne descrive il percorso per l’ottenimento della qualificazione professionale e ne individua in modo puntuale le modalità attraverso le quali l’attività di estetista può essere svolta.

Le competenze dell’estetista si sviluppano nell’esecuzione di prestazioni e trattamenti che si svolgono sulla superficie del corpo umano allo scopo esclusivo o prevalente di mantenerlo in perfette condizioni, di migliorarne e proteggerne l’aspetto estetico, anche con l’impiego di apparecchi elettromeccanici per uso estetico (Art. 1 Legge n. 1/90), previsti dal Decreto Interministeriale n. 206 del 15 ottobre 2015.

L’esercizio della professione di estetista è subordinato a due requisiti essenziali tra loro complementari: il possesso della qualificazione professionale e l’esercizio della professione in un locale che rispetti i requisiti previsti dai regolamenti comunali in materia di igiene e salute.

In ogni caso, l’esercizio dell’attività, anche quando questa sia svolta in modo gratuito, è consentito unicamente a coloro che siano in possesso della qualificazione professionale di estetista, conseguita secondo le modalità individuate dall’art. 3 della stessa Legge n. 1/90.

Tra i percorsi previsti, accanto all’apprendistato quinquennale, seguito da un anno di esperienza lavorativa qualificata e da un corso teorico, un ruolo rilevante per il conseguimento della qualificazione professionale è certamente rappresentato dalla partecipazione ai corsi di formazione della durata di due anni, per l’ottenimento della qualifica professionale, più un ulteriore anno per l’ottenimento dell’attestato di abilitazione. Questi corsi sono gestiti da appositi Enti formazione che operano dietro riconoscimento degli organismi regionali a garanzia della regolarità e della qualità dei percorsi formativi proposti.

L’esercizio dell’attività professionale può avvenire esclusivamente in locali che rispondano ai requisiti igienico-sanitari previsti dai regolamenti comunali, non ammettendosi in alcun caso lo svolgimento della professione in forma ambulante o di posteggio. Anche laddove l’attività dell’estetica si svolga in unione con altre attività professionali e d’impresa (studi medici, farmacie, alberghi, palestre, saloni di acconciatura, profumerie, ecc.), questa deve sempre svolgersi in spazi idonei a cura di personale in possesso della qualificazione professionale.

In un settore che appare evidentemente assai articolato sotto l’aspetto normativo, un ruolo di indirizzo per tutti coloro che intendano informarsi sulla materia è certamente svolto dagli uffici delle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura, dell’Asl, dagli uffici regionali della Formazione Professionale, dalle associazioni di categoria.

Un ruolo centrale nel sistema informativo e del lavoro è oggi svolto anche dagli Enti di Formazione Professionale che quotidianamente, attraverso i propri professionisti operano a stretto contatto con il pubblico, rappresentando così un importante anello di collegamento con gli enti territoriali, le imprese, gli operatori e la collettività, in grado di rispondere in modo certo ed immediato alle specifiche esigenze dell’utenza.

Questo è una delle principali attività svolte dalla Scuola di Estetica Nuova Era – Istituto di Alta Formazione Professionale di Bari, tra i più importanti e prestigiosi Enti di formazione operanti sul territorio, che svolge corsi per estetiste riconosciuti dalla Regione Puglia, con rilascio di attestati validi su tutto il territorio europeo.

Con il suo team di esperti qualificati, la Scuola di Estetica Nuova Era, oltre ad accompagnare le nuove generazioni di estetiste in un percorso di alta formazione professionale incentrato sull’impiego di nuove tecnologie e metodologie di lavoro, svolge altresì un importante ed irrinunciabile ruolo di informazione, orientamento, assistenza e accompagnamento al lavoro e all’attività imprenditoriale per tutti i suoi utenti.

Grazie alla competenza e consolidata esperienza maturata dal suo management, apprezzata e stimata sia dagli enti pubblici che dagli operatori privati, la Scuola di Estetica Nuova Era – Istituto di Alta Formazione Professionale di Bari è da sempre in grado offrire la risposta ad ogni istanza proveniente dal territorio: dall’individuazione dei percorsi formativi più adatti alle attitudini ed ai progetti dei singoli, alle molteplici opportunità professionali che questo settore è in grado di offrire, all’assistenza sugli adempimenti richiesti per lo svolgimento dell’attività professionale, allo sviluppo di partnership con le aziende di settore operanti sul territorio per la realizzazione di progetti formativi, la formazione del personale e la ricerca di risorse umane qualificate e specializzate.

Oggi sono in molti a rivolgersi alla Scuola di Estetica Nuova Era, che ormai ha dimostrato con la sua attività ventennale di operare con serietà e professionalità nell’interesse dello sviluppo di un settore divenuto cardine per l’economia del nostro territorio.

Tu, caro lettore, cosa ne pensi? Hai dei quesiti da porre sull’argomento? Puoi rivolgere ora le tue domande alla fine di questo articolo.

 

SEGUICI ANCHE SUI NOSTRI SOCIAL

FACEBOOK INSTAGRAM